Proseguono le contrattazioni ad Arcore per la stesura del nuovo operativo di governo e iniziano a trapelare dei nomi di riferimento : Bossi alle Riforme, Maroni all’Interno, Calderoli uno dei due vicepremier.
Iniziamo a capire chi sono e cosa dovrebbero fare con l’aiuto di Wikipedia :
Il Dipartimento per le riforme istituzionali assicura al Presidente il supporto in materia di coordinamento finalizzato alla elaborazione delle riforme istituzionali, relative in particolare agli organi costituzionali o di rilievo costituzionale, alla rappresentanza italiana nel Parlamento europeo, al sistema delle autonomie, allo studio e confronto sulle questioni istituzionali ed elettorali, alla verifica della coerenza delle iniziative normative con gli indirizzi del Parlamento e con quelli di riforma del programma di Governo.
Umberto Bossi maturità scientifica, specializzato in elettronica applicata alla medicina, Nel 1980 fonda un gruppo che chiama Unione Nord Occidentale Lombarda per l’Autonomia.Nel 1982 fonda assieme ai varesini Roberto Maroni e Giuseppe Leoni la Lega autonomista Lombarda, di cui viene nominato segretario nazionale. Il 12 aprile 1984 fonda la Lega Lombarda che l’anno dopo alle elezioni amministrative elegge i primi rappresentanti nei comuni di Varese e Gallarate e nella provincia di Varese. Esplode Tangentopoli, un evento epocale che vede Bossi inizialmente fra i più convinti sostenitori del pool di magistrati intenti ad indagare sui fenomeni di corruzione. Ma anche il Senatur in persona e la sua Lega vengono coinvolti per una questione legata a un finanziamento illecito di cento milioni, ricevuti dagli allora dirigenti Montedison. Il 5 gennaio 1994, al processo Enimont, Umberto Bossi ammette il finanziamento illecito tramite una tangente ricevuta dalla Montedison. Viene condannato successivamente in via definitiva dalla Cassazione a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
Il 5 gennaio 1994, al processo Enimont Umberto Bossi ha riconosciuto la colpevolezza dell’amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama della Montedison. Dopo aver restituito integralmente la somma di 200 milioni di lire, raccolta dagli stessi militanti leghisti, e dopo l’allontanamento dal partito di Patelli, è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
Bossi è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo“, nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, “Il tricolore lo metta al cesso, signora“, nonché di aver chiosato “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore“.
Per la prima affermazione, Bossi è stato condannato il 23 maggio 2001 ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena; il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva.
Per il secondo evento si è ricorso alla Camera, nel gennaio 2002, che non ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi (allora ministro delle Riforme) per l’accusa di vilipendio alla bandiera, ma la Consulta ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare, nella sentenza 249 del 28 giugno 2006.
All’inizio del 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata, dall’originaria detentiva (che prevedeva fino a tre anni di reclusione), ad una pecuniaria (multa fino al massimo di 5000 euro). Bossi ha chiesto poi che anche la multa gli venisse tolta, in quanto europarlamentare, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la condanna a pagare 3 mila euro di multa.
Ministero dell’Interno
Il Ministero dell’Interno è una struttura complessa articolata a livello centrale con 5 dipartimenti e a livello periferico con prefetture, questure, comandi dei Vigili del fuoco.
Il ministro, il viceministro, i sottosegretari rappresentano invece la parte più squisitamente politica. E’ la linea di indirizzo che guida la missione del Ministero a garanzia delle libertà democratiche del Paese.
La storia del Viminale e il viaggio virtuale nel Palazzo sono diretti al cittadino: un messaggio di condivisione di un percorso storico che consolida l’immagine del Ministero come punto di riferimento dell’ordine e della sicurezza del cittadino.
Roberto Maroni
Laureato in giurisprudenza, ha lavorato come manager degli affari legali di diverse società; inoltre esercita la professione di avvocato.Poi incontra Umberto Bossi e nel 1990 aderisce alla Lega Lombarda, di cui viene eletto segretario provinciale di Varese, contribuendo all’organizzazione sul territorio fino alla nascita della Lega Nord. Nello stesso periodo è consigliere comunale a Varese.È al fianco di Umberto Bossi nella svolta secessionista della Padania (15 settembre 1996) e viene indagato dalla Magistratura per reati legati al vilipendio dell’unità nazionale e accusato di aver causato uno stato di “depressione del sentimento nazionale” tra i propri concittadini a causa della diffusione delle proprie opinioni sull’indipendenza della Padania. È stato condannato in via definitiva a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Il reato contestato è stato commesso in Milano il 18 settembre 1996 durante una perquisizione disposta dal Procuratore della Repubblica di Verona nei confronti di tale Marchini Corinto, e poi estesa ad un locale ritenuto nella disponibilità del predetto presso la sede federale di Milano della Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Maroni ha riportato ferite cercando di difendere col proprio corpo, assieme ad altri leghisti, i locali dalla perquisizione.
La funzione di Vicepresidente del consiglio dei ministri
l vicepresidente del Consiglio dei Ministri è chiamato, in Italia, a coadiuvare e, in caso di necessità, a sostituire temporaneamente, il presidente del Consiglio dei ministri. Tale carica, non espressamente menzionata dalla Costituzione - che, d’altra parte, nomina soltanto il presidente del Consiglio, i ministri in generale ed il ministro della Giustizia - è formalmente equiparata a quella di un ministro senza portafoglio, a meno che non sia preposto, contemporaneamente, alla guida di un dicastero. Generalmente, nei governi di coalizione, la carica di vicepresidente è ricoperta dal capo del secondo partito o, comunque, da un autorevole esponente dello stesso.
Roberto Calderoli
Laureato in medicina e chirurgia col voto di 110 e lode, medico ospedaliero maxillo-facciale, nizia la sua esperienza politica con il movimento della Lega Lombarda, di cui diviene presidente nel 1993 e segretario nazionale dal 1995 al 2002. Dal 2002 è coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. Il 15 febbraio 2006 il Ministro Calderoli, in un’intervista televisiva del TG1 sulla libertà di espressione in Europa in seguito alle conseguenze della pubblicazione di alcune caricature di Maometto sul Jyllands-Posten, mostra una maglietta con la riproduzione di una delle caricature[1] [2]. Il servizio viene ripreso e ritrasmesso da tutti i telegiornali RAI. La notizia della maglietta blasfema viene pubblicata dal giornale Iraniano Iran Daily. Il 17 febbraio in una violenta protesta contro il Ministro, davanti al Consolato Italiano di Bengasi, in Libia, la polizia libica spara sulla folla, uccidendo 11 manifestanti. Calderoli si dimetterà il 18 febbraio 2006, dopo esplicita richiesta dall’intero governo e da tutta l’opposizione, oltre che dal richiamo del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi che invoca “comportamenti responsabili” per chi ha “responsabilità di governo”. L’episodio della maglietta provoca anche tensioni diplomatiche tra il governo italiano e lo Stato libico.
Il 15 marzo del 2006 ha fatto nuovamente scalpore definendo in Tv, ospite di Matrix, «una porcata» la nuova legge elettorale, di cui egli stesso era stato coautore, e quindi da quel momento conosciuta come legge elettorale “Porcellum”, su idea di Ugo Magri (La Stampa, 18 marzo 2006). L’11 giugno 2007 viene iscritto al registro degli indagati, con l’ipotesi di appropriazione indebita, dalla Procura della Repubblica di Lodi nell’indagine sui comportamenti del banchiere Giampiero Fiorani e di Antonveneta.
Il 13 settembre 2007 ha dichiarato di essere disponibile ad organizzare un Maiale-day per fermare la costruzione della moschea di Bologna, promettendo una passeggiata con un suino sul terreno dove è prevista la costruzione dell’edificio. In questo modo il suolo verrebbe reso impuro e, di conseguenza, inutilizzabile per la comunità islamica.
Roberto Calderoli è famoso per le sue intemperanze verbali.
« Mah, credo di sì, lui ha proprio dei punti cardine che assolutamente vuole che sian rispettati, non solo una promozione della famiglia, per esempio, ma anche un contrasto alla famiglia fatta tra due persone di sesso identico: a me, francamente, la vista occasionale ai telegiornali di due uomini o due donne che si baciano fa un po’ schifo, però non voglio passar per bacchettone… Ma che dopo si arrivi persino all’adozione di bambini da parte di coppie del genere, senza sapere chi è il papà e chi è la mamma… francamente mi lascia sconcertato. »
« La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni. »
« Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni… »
« Se non si fosse ancora capito essere culattoni è un peccato capitale e chi vota una legge a favore dei Di.Co. finirà nelle fiamme del più profondo dell´Inferno »
« È una vittoria dell’identità italiana, di una squadra che ha schierato lombardi, napoletani, veneti e calabresi e che ha battuto una squadra, la Francia, che, per ottenere dei risultati, ha sacrificato la sua identità schierando negri, musulmani e comunisti. »
« Quando dico che la nazionale francese è formata da neri, musulmani e comunisti, dico una cosa oggettiva ed evidente. La Francia è una nazione multietnica, visto il suo passato colonialista, cosa di cui io non sarei fiero. Ma non è colpa mia se alcuni sono rimasti perplessi davanti ad una squadra che ha schierato sette neri su undici giocatori e se Barthez (il portiere) canta L’Internazionale al posto della Marsigliese e se altri preferiscono La Mecca a Betlemme. »
« La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano. »
« Sono preoccupato non solo per la situazione di emergenza che si è creata a Napoli, ma perché temo che le parole del Capo dello Stato, quando parla di emergenza ambientale, sociale e culturale del capoluogo partenopeo, possano poi essere strumentalizzate da qualcuno, come non vorrei che qualcuno possa arrivare a strumentalizzare ed enfatizzare i morti ammazzati per poter poi giustificare l’ennesimo ingiustificato e assurdo trasferimento di risorse a una città che per la sua situazione ambientale, sociale e culturale e criminale rappresenta un insulto al Paese intero. Se l’avesse saputo Putin avrebbe parlato di camorra e non solo di mafia. »
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« Ambulanze assaltate, come non accade nemmeno nei Paesi in guerra, incendi urbani, guerriglie con la polizia: tutto quello che sta succedendo dimostra che Napoli non è Italia. »
« Con una salva di dietro e una davanti, le navi dei clandestini non partirebbero più![4] »
« Andremo a Bruxelles noi padani, porteremo un po’ di saggezza della croce a quel popolo di pedofili! »
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